Alla dissoluzione dell’Impero Romano (V sec. d. C.) ed alla adozione del Cristianesimo come religione ufficiale, il dominio viene assunto dal potere papale controllato dalle famiglie baronali romane che si contendono il compito del governo spirituale e temporale della Chiesa portando un loro componente alla massima carica religiosa. Per tutto il buio millennio medioevale le sorti di Roma sono influenzate da avvenimenti militari (invasioni dei Visigoti e dei Vandali) e da vicende politiche (influenza bizantina, dominio dei Longobardi, affermazione carolingia con la costituzione del Sacro Romano Impero, antagonismo tra papato e imperatori germanici, interventi degli imperatori germanici sulle forze baronali e comunali locali).
Per Roma si tratta di un periodo drammatico che porta allo spopolamento della città. Gli abitanti si concentrano nel Campo Marzio, cioè nella parte bassa della città nei pressi del fiume Tevere. Modeste abitazioni sostituiscono la monumentale edilizia imperiale oramai in rovina. Specie sulle alture larghi spazi sono lasciati abbandonati o coltivati ad orti e vigne.
Ciò nonostante, la vita nella città è tutt'altro che spenta. Dalle origini del Cristianesimo e fino al primo Giubileo indetto nel 1300 dal papa Bonifacio VIII, folle di romei vengono in pellegrinaggio a Roma mossi dal desiderio di visitare le tombe di S. Pietro e S. Paolo, ottenere l'indulgenza giubilare, osservare il vero volto del Cristo (la Veronica) ed ammirare le Meraviglie della città santa.