5. Roma rinascimentale

Pianta del Tempesta

Alla uscita dal lungo periodo medioevale la monumentale edilizia romana è in rovina. Parte meridionale del Colle Quirinale nella pianta del Tempesta del 1593:

  1. Orti di proprietà della famiglia Vitellii (Balnea Paulli della precedente pianta del Bufalini), acquisiti dalla famiglia Aldobrandini alla fine del 500. Si può notare il piccolo agglomerato medioevale di fabbricati che verranno poi abbattuti all'inizio del 600 per fare spazio alla attuale Villa Aldobrandini, e, nell’angolo inferiore destro dell’area, il padiglione-torre di accesso alla proprietà, tutt’ora esistente al largo Magnanapoli.
  2. Chiesa di S. Agata dei Goti
  3. Chiesa di S. Domenico e Sisto
  4. Torre delle Milizie (non è ancora stata costruita la vicina Chiesa di S. Caterina)
  5. Chiesa di S. Silvestro al Quirinale
  6. Ruderi delle Terme di Costantino, demoliti all’inizio del 600 per far posto al palazzo Pallavicini-Rospigliosi
La ripresa della Città, dopo il buio millennio medioevale, inizia nel 500 con il Rinascimento, movimento artistico-culturale nato in Firenze alla metà del secolo precedente. Il ruolo sostenuto dai mecenati fiorentini, viene svolto a Roma dalle famiglie baronali in competizione tra di loro anche nell’erigere lussuose dimore urbane e ville suburbane arricchite di ricche quadrerie e di raccolte di sculture antiche provenienti dagli inesauribili scavi archeologici o commissionate espressamente. Una breve ma drammatica parentesi si ha con il saccheggio operato dai Lanzichenecchi di Carlo V d’Asburgo nel Sacco di Roma del 1527. Il potere temporale dei Papi ne esce però rafforzato: Roma è la capitale dello Stato Pontificio e dell’intero mondo cattolico. L’area già indicata nella pianta medioevale del Bufalini come Balnea Paulli, sulla quale verrà costruita la Villa Aldobrandini, risulta ora di proprietà della nobile famiglia Vitelli. Il palazzo non è un palazzo-reggia, ma un agglomerato di edifici di stile ancora medioevale destinato alla esposizione delle raccolte d’arte della famiglia, residenedo i Vitelli in un altro palazzo in Campo Marzio. Il complesso deve essere di un certo pregio e importanza se i Vitelli sentono la necessità di ornare la proprietà di un pretenzioso ingresso sul giardino realizzato intorno al 1580 dall’architetto Carlo Lambardi, ancora oggi visibile su largo Magnanapoli.


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