
Villa Aldobrandini agli inizi del 600. Particolare della pianta di Roma di Goffredo Van Schayck del 1630. La Villa Aldobrandini viene ancora indicata come Orti Vitelli.
La razionalità e l’equilibrio rinascimentale cambiano nel 600 con il Barocco che vuole stupire e commuovere secondo un programma strettamente legato alla glorificazione della Chiesa. Ai grandi maestri della architettura, della pittura e della scultura si aggiunge una folta schiera di abilissimi artigiani che abelliscono ancor più la Città caratterizzandola definitivamente in un paesaggio urbano dominato dal contrasto tra il bruno dei fabbricati e il biondo travertino delle chiese, tra la austera imponenza delle antichità classiche e la leggerezza delle nuvole sullo sfondo di un cielo luminoso in un quadro unico che affascinerà nei secoli successivi artisti e colti viaggiatori di ogni parte del mondo. I Papi gareggiano nell’ornare chiese e palazzi, vere e proprie quinte alla fastosa rappresentazione del potere temporale e religioso. A seguito di complicate vicende ereditarie, la Famiglia Aldobrandini, giunta al vertice del potere religioso con il Papa Clemente VIII (1592-1605), diviene proprietaria degli Orti Vitelli.
Il Cardinale nipote Pietro Aldobrandini, fa demolire il vecchio agglomerato edilizio dei Vitelli e dà inizio alla costruzione della Villa. Nella pianta di Roma del 1630 dell’incisore G. van Schayck, il nuovo edificio presenta due corpi di fabbrica principali, uno con fronte sul giardino, l’altro ad angolo sulla attuale via Panisperna, con un aspetto esterno che resterà sostanzialmente mantenuto sino ad oggi. Altri due corpi di fabbrica minori chiudono il complesso intorno ad un cortile interno e ad una torre preesistente dal tempo dei Vitelli. La Villa ha 2 soli piani (poi portati a 3) e il coronamento dell’attico é ornato di statue sui fronti che danno sul giardino e su via Panisperna. Non si tratta di un vero palazzo-reggia come gli altri numerosi palazzi romani della nobiltà papale. La Famiglia Aldobrandini aveva infatti altre più lussuose dimore e il palazzo sul Colle Quirinale aveva sostanzialmente funzioni di rappresentanza.
