9. Il Grand Tour

Nei secoli XVIII e XIX, visitare l'Italia è considerato dalle classi colte europee, ma specialmente da quella britannica, parte essenziale della educazione di ogni giovane gentiluomo. Il termine "Grand Tour" compare per la prima volta nella traduzione in francese del "Voyage or a Compleat Journey through Italy" dell’inglese Richard Lassels, pubblicata nel 1670 come guida per studiosi, artisti e collezionisti d’arte in visita all’Italia. Il viaggio, che ha come tappe principali in Italia le città di Venezia, Firenze, Roma e Napoli, rappresenta una sorta di accademia della antica cultura mediterranea per le classi erudite europee.
La visita alle maestose rovine della Roma imperiale e alle ricchissime collezioni d’arte che ornano i palazzi della nobiltà papale rappresenta una tappa obbligata per questo turismo di élite. Il collezionismo ed il commercio delle opere d’arte si rivolge particolarmente ai marmi e ai bronzi antichi, ma anche alla pittura di soggetto classico in voga nel momento. Un successo particolare riscuotono a Roma i "capricci", vere e proprie antologie pittoriche di monumenti antichi, e le "vedute" di paesaggio idealizzato di carattere arcadico.



Galleria di Roma Antica

Paolo Pannini (1691-1765): Particolare della "Galleria di Roma antica", con la riproduzione di statue e di quadri illustranti i più noti monumenti antichi (Staatsgalerie, Stoccarda). Notare il particolare dei personaggi che osservano il pittore che lavora ad una riproduzione dell’affresco delle Nozze Aldobrandini il cui originale faceva parte della collezione di pittura ospitata nel corso del 600 nella omonima Villa.



Paesaggio Romantico

Gaspard Dughet (1615-1675): paesaggio mediterraneo idealizzato (collezione privata). Numerose opere del maestro si trovano presso le collezioni Colonna e Doria-Pamphilj in Roma.



Ancora nei primi anni del nostro secolo, Roma è meta di pellegrinaggio per studiosi e amanti dell'arte. Nel 1900, Louis Barsari pubblica la guida "Le Forum Romain selon les dernières fouilles" dedicandola al famoso archeologo Giacomo Boni con queste parole:

Dedica a Boni

L'ignoto viaggiatore proprietario della guida lascia, da parte sua, traccia dei propri sentimenti annotando sul risvolto della copertina i famosi versi di Beda il Venerabile (erroneamente attribuita a Lord Byron): "When stands the Coliseum / Rome shall stand / When falls the Coliseum / Rome shall fall / And when Rome falls / The world fall".

Byron's poem

La appassionata dedica dell'autore e il letterario richiamo del turista sono il segno di un ardore romantico che non può non coinvolgere anche il più disincantato lettore del giorno d'oggi.


[ Home page | Pagina precedente | Pagina seguente ]