12. Villa Aldobrandini oggi

Biblioteca

Veduta attuale della nuova ala della Villa Aldobrandini construita nel 1920 in sostituzione di quella costruita nella metà dell’800. L'edificio ospita oggi la Biblioteca dell’ Istituto Internazionale per la Unificazione del Diritto Privato (Unidroit).

Alla fine dell’800, la tendenza dominante di procedere ad una ristrutturazione signorile delle vecchie ville urbane, congiunta alla lottizzazione intensiva delle aree verdi del centro storico, porta il proprietario, principe Giuseppe Aldobrandini, a commissionare una successione di progetti ai noti architetti del momento: F. Strocchi, M. Piacentini e C. Busiri Vici. I numerosi progetti approntati incontrano però difficoltà nella loro approvazione da parte della Pubblica Amministrazione. L’unica realizzazione è di fatto limitata all’abbattimento nel 1920 del vecchio fabbricato realizzato nel secolo precedente su via Panisperna dall’architetto Benedetti ed alla costruzione di una nuova ala. Il progetto di quest’ultima non reca firma e si può solo dire che lo stile prescelto per la nuova ala è quello neorinascimentale piuttosto massiccio che aveva caratterizzato tutti i progetti commissionati negli ultimi anni, ma rimasti sulla carta.
Cartelli stradali e automobili parcheggiate hanno modificato il paesaggio urbano che non ha più quel carattere di quieto provincialismo ottocentesco oramai relegato tra i romantici ricordi (confrontare con la fotografia della pagina precedente).

Facciata dal giardino

Facciata principale del Palazzo Aldobrandini sul lato del giardino oggi destinato a parco pubblico.

La Villa, posta in vendita dal Principe Aldobrandini, cambia più volte di proprietà correndo il rischio di vedere il giardino utilizzato per la costruzione di case di abitazione intensiva e poi di un grande albergo. Con Regio Decreto Legge del 1926, il Governo italiano decide infine di acquisirla per fini di pubblico interesse. Nel 1927, larga parte del giardino viene assegnato al Comune che lo attrezza a parco pubblico, mentre il palazzo entra in dotazione al Demanio Statale "... a disposizione del Ministero degli Esteri per destinarlo a sede dell’Istituto Internazionale per l’Unificazione del Diritto Privato".
Per adeguare l'intero complesso alle nuove funzioni pubbliche, Genio Civile e Comune di Roma effettuano numerosi interventi di restauro e manutenzione degli edifici e del giardino negli anni immediatamente successivi alla sua acquisizione al patrimonio statale, e, più di recente, a partire dalla metà degli anni 80.
E’ oramai storia dei nostri giorni. Nonostante la perdita delle antiche collezioni e degli arredi originali, la Villa Aldobrandini ha mantenuto, oltre ad una condizione complessiva di notevole pregio architettonico ed ambientale, anche il valore storico e culturale che le derivano dall’essere stata al centro delle secolari vicende della vita di Roma.


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